Di libertà e milizie armate

Libertà.

Bella parola, non è vero? Quando io ci penso, la collego istintivamente all’immagine di una dolce brezza estiva in un campo di grano dorato. Che volete farci, sono poetico.

Evidentemente però in molti, specie nell’America rurale del profondo Oregon, la collegano a qualcosa di diverso. A un fucile semiautomatico AR-15, per esempio. O a una bella rivolta contro il governo federale.

Ma passiamo ai fatti: nella notte tra il 2 e il 3 gennaio circa 150 agricoltori armati hanno occupato un edificio federale all’interno del Malheur National Wildlife Refuge, riserva naturale che ospita numerose specie di uccelli a rischio, in Oregon.

Sono guidati da Ammon Bundy, figlio del più noto Cliven, rancher passato agli onori della cronaca in seguito a un fatto poco simpatico. L’uomo aveva una disputa legale ventennale con il Bureau of Land Management, organo federale che amministra grandi estensioni di pascoli e terre coltivabili, soprattutto negli Stati occidentali, per via del fatto che sin dal 1993 si rifiutava di pagare la tassa per far pascolare il suo bestiame sul terreno pubblico. Nell’aprile 2014 il BLM decide di sequestrare il bestiame di Bundy; a questo punto, il nostro iroso cowboy e un gruppo di amichetti armati fino ai denti decidono di presentarsi davanti agli agenti federali con i fucili in bella vista. I feds (come vengono spesso chiamati dagli indipendentisti) decidono di ritirarsi, essendo in numero inferiore e male armati. Bundy viene esaltato come un patriota eroico dai media conservatori, fino a che non gli viene in mente di dire davanti a una telecamera che “i negri starebbero meglio se fossero schiavi” (bazzecole, eh) e i suoi famosi quindici minuti di gloria finiscono malamente.

La protesta attuale si origina anch’essa da una disputa legale con il governo federale: due agricoltori, Dwight e Steve Hammond, padre e figlio rispettivamente, sono stati condannati a scontare una pena carceraria di ulteriori quattro anni per due incendi dolosi che avevano appiccato a terre federali nel 2001 e 2006 (a loro dire per prevenire il diffondersi di erbe dannose per il raccolto, a opinione del tribunale per coprire attività di bracconaggio). I due avevano già scontato qualche mese di prigione, ma un giudice ha recentemente giudicato troppo lieve quella pena. I due (e questo è importante) non si oppongono e dichiarano che si presenteranno spontaneamente presso la struttura carceraria il 4 gennaio.

Ma evidentemente ciò non basta ad Ammon Bundy, che con un appello su Facebook rivolto a tutti i “patrioti” indice per il 2 gennaio una manifestazione di protesta a sostegno degli Hammond (a quanto pare conosce la loro volontà meglio di loro stessi), seguita dall’occupazione del sopracitato edificio federale nella riserva naturale. I protestanti dichiarano che “sono armati” e “pronti a rimanere lì per anni, se necessario” e “non se ne andranno fino a che le loro richieste non verranno accolte”. Si appellano alla Costituzione, dicendo che la terra dev’essere lasciata all’uso dei cittadini dei singoli Stati e che è illegale che il governo federale la controlli (tralasciando che proprio nella Costituzione è sancito il principio di supremazia della legge federale su quella statale). Intanto la contea di Harney, sede della riserva in questione, ha chiuso le scuole, e la gente del posto è sempre più spaventata da quella che è un’azione con scopi, diciamo… terroristici.

Uno dei fondamenti del pensiero liberale è che la libertà dell’individuo è qualcosa che va preservato e difeso.

Ma non attraverso le armi. Non attraverso la violazione delle leggi. Non attraverso azioni provocatorie e terroristiche, che potrebbero da un momento all’altro sfociare in un bagno di sangue. Non attraverso la soppressione delle libertà di una comunità intera, improvvisamente spaventata e insicura. Non attraverso l’occupazione di un santuario naturale, il cui scopo è buono e giusto.

Questa non è libertà. Questa è imposizione del proprio volere grazie a fucili semiautomatici e sfacciataggine in abbondanza. L’ignoranza e il razzismo che dilagano tra i vari Cliven Bundy dell’America rurale non fanno altro che confermarlo: questi cowboy sono degli spacconi ultraconservatori, attenti solo al proprio profitto, e nessuno griderà al complotto governativo quando verranno condotti – ironicamente – in un carcere federale.

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