Notizie dalla fine del mondo: Schengen, crediti deteriorati, scienziati che diventano rapper

Questa settimana è passata all’insegna di crediti deteriorati, Schengen, mercati finanziari e Iran. Bonus track: rapper che pensano la terra sia piatta, alla Cia guardano tanta televisione, lauree in 5 minuti.

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Mattarella, un anno al Quirinale

Quando, esattamente un anno fa, Sergio Mattarella venne eletto al Quirinale ben pochi italiani potevano dire di conoscerlo. Se non fosse stato per la tragica vicenda del fratello Piersanti e per il famoso mattarellum, la legge elettorale utilizzata dal ’93 al 2005, molti neppure si sarebbero ricordati il nome di questo timido e grigio giudice costituzionale, scelto nello stupore generale come capo dello stato.

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Trumpapocalipse now

Se l’apocalisse trumpiana dovesse in futuro compiersi, inizierà proprio dopodomani.

Dopodomani, infatti, cominciano le primarie più scoppiettanti del mondo (no, non sono quelle liguri). Negli USA, si vota Stato per Stato in un arco di tempo di circa quattro mesi, per assegnare i delegati che ciascun candidato, nei due partiti, Democratico e Repubblicano, porterà alle rispettive convention, che si terranno in estate. Continua a leggere “Trumpapocalipse now”

Ci meritiamo il collasso di Schengen

Ce lo meritiamo, sì. Perché una classe dirigente tanto mediocre e priva di visione è solo lo specchio di una società in declino. Schengen era il sogno di un’Europa unita, la prima vera realizzazione di pax in un’area economicamente e socialmente avanzata dopo l’Impero Romano (è caduto nel 476 – così, per darvi un’idea delle tempistiche). Ci rinunciamo perché non sappiamo negoziare e realizzare un sistema di accoglienza profughi, controllo del terrorismo e consolidamento dei confini? E allora rinunciamoci: è inutile starsela a contare. Guardate la storia recente dell’Europa: non solo di crisi si parla, ma d’incapacità di visione geopolitica, d’imposizione del proprio soft-power oltre i propri confini (Libia, Ucraina, Siria per citarne alcune), inseguimento di voti facili e a buon mercato (è tutta colpa dell’Europa/è tutta colpa dell’Euro), populismo, pavidità. Continua a leggere “Ci meritiamo il collasso di Schengen”

Di politically correct e Oscar

Il primo utilizzo ufficiale del termine politically correct risale a una sentenza della Corte Suprema del 1793 (!). Da allora, il termine più odiato e amato d’America si è evoluto parecchio, attraversando oceani e deserti per giungere in ogni angolo del globo.

In origine, il termine era usato in senso letterale: nell’URSS staliniana indicava tutto ciò che era politicamente ortodosso. Si trasferisce in Europa, sempre nell’ambito comunista, andando a caratterizzare il dibattito tra chi cercava di dare un fondamento scientifico al marxismo e chi si affidava religiosamente all’ortodossia. Continua a leggere “Di politically correct e Oscar”

Una buona riforma costituzionale

Dopo decenni di sterili dibattiti sulla necessità di modificare la Costituzione, il governo Renzi in poco più di due anni potrebbe davvero completare la prima vera riforma costituzionale seria d’Italia. Con l’approvazione in Senato ieri si è infatti ormai ad un passo dalla fine dell’iter legislativo del disegno di legge Boschi. Dopo un’ultima lettura alla Camera prevista per aprile, la parola passerà ai cittadini. Il referendum di ottobre potrebbe quindi rappresentare una svolta epocale nella storia politica italiana, dimostrando che anche nella patria dell’immobilismo si possono cambiare le cose.
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