Vogliamo dimenticarci l’equazione lavoratori autonomi = evasori?

Uno apre il sito dell’Espresso e legge “Matteo Renzi coccola gli evasori” e non può trattenersi da un candido moto di stupore. Che accade? Tante cose. Ma per il giornalista de L’Espresso nulla è più grave dell’ “emorragia del voto operaio” e del cappotto alle Europee quando, udite udite, Renzi ha avuto l’ardire di attrarre il voto degli artigiani, dei piccoli imprenditori, dei commercianti. Insomma, dei lavoratori autonomi.

Apriti cielo. Sì, perché alla sinistra de sinistra, quella vera, mica quella dei buffoncelli toscani con un migliaio di azioni in Banca Etruria, il voto operaio è ancora preminente e rilevante, e non, come stupidamente si pensa, una percentuale minoritaria – seppure importante – di un nuovo tessuto sociale. No. Il voto operaio è lo zoccolo duro del partito. Sticazzi. Ma qual è la vera colpa del lavoratore autonomo? Essere un evasore. Non ce n’è. È l’evasore per antonomasia, il nemico del Fisco, l’abbattitore dello Stato Sociale. È il vero avversario della patria. Chi attrae i voti delle partite iva è un amico degli evasori: A implica B, non si scampa.

Ho conosciuto una ragazza. Nell’intimità mi ha sussurrato: “Devo confessarti una cosa” “Dimmi” “Sono una lavoratrice autonoma” e al mio spavento ha subito aggiunto: “No no, non sono un evasore” “Come puoi esserne certa?” “Ho fatto il test”.

C’è il terrore in un’area politica ben definita per i lavoratori autonomi. Esiste da sempre, da prima di Berlusconi e del suo rapporto creativo con il Fisco e con la lotta all’evasione fiscale. È il terrore atavico di chi non è dipendente di un padrone e lotta insieme a noi. Renzi sta facendo poco contro l’evasione? Forse. Sta addirittura abbattendo gli strumenti esistenti per arginarla? Come posso dirlo? Certamente, tasse più basse, possibilità di dedurre tutti i consumi, migliori servizi e facilità di compilazione della dichiarazione dei redditi potrebbero aiutare a combattere il fenomeno. Ma in Italia no: se non aumenti le pene a 20 anni o all’ergastolo, sei un amico degli evasori. Insomma, se per un qualche malaugurato caso ti andasse di attrarre i voti delle partite iva, direbbe Civati, saresti il nemico del popolo e della Nazione, perché tu, sì, TU, saresti di destra.

Destra? NO, VI PREGO! Morte carestia distruzione. I lavoratori autonomi non hanno diritto di essere rappresentati dalla meglio società, quella che cerca, com’è che l’ha definito il giornalista?, il voto operaio. No: devono restare nel limbo ed essere tartassati da burocrazia, inefficienze e politici inetti. Evadono? La percentuale è più alta tra loro, certo, perché è più facile evitare i controlli. Lo Stato è inefficiente? Sì.

Permettetemi di essere provocatorio: se uno Stato è inefficiente viene meno al patto sociale con cui è stato creato. Se lo Stato viene meno al patto sociale, perché il cittadino deve tenerlo in piedi? Food for thoughts.

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4 pensieri su “Vogliamo dimenticarci l’equazione lavoratori autonomi = evasori?

    1. Ciao,
      in effetti quella su Civati è una battuta ricorrente derivata dal suo dividere destra e sinistra come lotta manichea tra bene e male (“Quelle cose le fa la destra”/”Quelle sono cose di destra” eccetera). Ammetto che, inserita in questo contesto, forse la battuta non si capiva; ti ringrazio per la precisazione sulle partite Iva
      Un saluto,
      Alessio

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