Scagliamo la prima pietra

Osannato, adulato, esaltato dalla sinistra nostrana. Un modello di integrità morale e lotta sociale. Un eroe moderno, un cavaliere senza macchia e senza paura.

Eppure il senatore Bernie Sanders, del Vermont, candidato presidente tra le fila dei democratici per il 2016, autoproclamatosi socialista, un difettuccio ce l’ha. E anche bello grosso.

La questione è una delle più aberranti, una delle peggiori storture dell’America dai mille volti: il gun control, il controllo delle armi.I massacri orrendi che avvengono nelle scuole americane a cadenza regolare sono sotto gli occhi di tutti. Bambini, anche di 6, 7 anni, spazzati via a decine da folli armati meglio di soldati professionisti.

Un po’ meno lo sono le leggi che regolano quel mondo a noi semisconosciuto che è il mercato civile delle armi. Le due laws che prenderemo in questione sono il Brady Act del 1993 e il PLCAA (Protection of Lawful Commerce in Arms Act) del 2005. La prima è una legge che cerca di stringere le maglie sulla vendita delle armi, rendendo obbligatori controlli sui trascorsi del futuro acquirente e proibendo la vendita a una serie di soggetti, da chi abbia precedenti penali a chi sia stato scaricato con disonore dalle Armed Forces. Gli effetti però sono stati marginali, anche se si è riscontrata una lieve diminuzione del numero di suicidi. La seconda, invece, è una legge che va in senso opposto: protegge i produttori e i commercianti di armi da fuoco da eventuali azioni legali per crimini commessi coi loro prodotti. Sembrerebbe sensato: chi denuncerebbe un produttore di martelli se un povero sventurato venisse ucciso a martellate? Eppure, qui stiamo parlando di prodotti progettati specificatamente per uccidere. La vendita non può essere effettuata a cuor leggero; chi vende dev’essere vigile e pronto ad assumersi le responsabilità del caso. Non può valere la logica del “me ne lavo le mani”. La possibilità di incriminare l’azienda produttrice o il commerciante, qualora si fosse verificato uno “spiacevole incidente”, faceva sì che le aziende fossero le prime ad assicurarsi di non star vendendo armi a un folle o a un criminale. Con il PLCAA in vigore, invece, possono sfruttare tutte le falle del Brady Act per massimizzare il profitto, senza preoccuparsi delle conseguenze. Basti pensare che questa legge fu esaltata dalla NRA, la National Rifle Association, la potentissima lobby pro-armi (per intenderci, quella che dopo la morte di 20 bambini di scuola elementare nel 2012 propose di “armare gli insegnanti”), come la “legge più a favore del commercio di armi degli ultimi vent’anni”.

Il buon Bernie, da Rappresentante prima e da Senatore poi, votò coscienziosamente contro il Brady Act e a favore del PLCAA, tanto da meritarsi il plauso dell’NRA. Hillary Clinton, il demone neoliberista, votò contro il secondo nel 2005 (non era al Congresso nel 1993).

Non è certamente un armaiolo fanatico, questo no. E’ contrario alla vendita di fucili d’assalto e in generale di armi con una capacità di oltre 10 colpi. Il suo Stato, il Vermont, è fortemente gun friendly, cioé consente un commercio e possesso di armi pressochè totalmente deregolamentati, eppure ha un tasso di omicidi da arma da fuoco molto basso (aiuta il fatto che sia molto poco popoloso – 49esimo Stato su 50 per popolazione, a essere precisi).

Tuttavia, una defaillance di questa portata non può non essere un macigno sulla candidatura di Sanders. Potrà essere un eroe socialdemocratico, un nemico giurato di Wall Street, un lottatore per la giustizia sociale, ma supportare attivamente la mattanza che da decenni va avanti portandosi via le vite di innumerevoli innocenti, questo no. Hai toppato, Bernie. Anch’io #feelthebern… e ho i brividi.>

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