Una (flebile) speranza per la Libia

Il conferimento del Premio Nobel per la pace al Quartetto del dialogo nazionale tunisino ha consacrato agli occhi di tutto il mondo la riuscita della transizione democratica, premiando l’enorme impegno della società civile in tutti i suoi livelli per creare uno stato realmente espressione della sovranità popolare. Quella di Tunisi resta però ad oggi l’unica vittoria delle primavere arabe, un’oasi di pace nel deserto della guerra: bastano infatti poche ore di auto per trovarsi davanti al devastante caos libico.

Dalla morte di Gheddafi l’ex colonia italiana è sprofondata in un terribile conflitto civile dove si sovrappongono istanze religiose, tribali e ideologiche. Le due entità statali, il governo di Tobruk e quello di Tripoli, sono profondamente divise, oltre che da notevoli differenze politiche, anche dalle milizie che controllano Misurata e dalle forze islamiste presenti a Sirte. Nel sud-ovest del Paese le tribù tuareg invece, approfittando della mancanza di un’autorità centrale, hanno raggiunto de facto la tanto agognata autonomia.

Il quadro appare decisamente tragico, senza bisogno di ricordare che tutto ciò avviene a pochissime miglia dalle nostre coste, ed il rischio di una lunga guerra tra le varie fazioni è tutt’altro che remoto. Tuttavia una notizia di pochi giorni fa può restituire alla Libia un sottile raggio di speranza.
Il mediatore ONU Bernardino Leon ha infatti annunciato a Skirat, in Marocco, il raggiungimento di un accordo tra i negoziatori di Tripoli e di Tobruk per un governo di unità nazionale. Dopo uno sforzo diplomatico tanto lungo quanto difficile forse si è giunti a quel compromesso di cui la popolazione libica ha disperatamente bisogno. Senza la collaborazione dei due governi non è possibile alcuna ipotesi per per pacificare il Paese e condurlo sulla strada della democratizzazione.

Il testo necessità comunque ancora dell’approvazione di ambedue i governi e sono già iniziati in entrambe le capitali gli scontri tra le forze contrarie all’accordo e quelle favorevoli, che fortunatamente sembrano essere ovunque in maggioranza. Nel documento si delinea un quadro dell’esecutivo di unità nazionale piuttosto complesso, con intricate regole per il raggiungimento della maggioranza. Queste ultime sono sicuramente necessarie per impedire ad una fazione di soverchiare l’altra, ma rischiano altresì di bloccare qualunque azione nel caso in cui mancasse una linea condivisa.
L’ampio numero previsto di figure ministeriali sembra ad ogni modo garantire una rappresentanza piuttosto ampia delle regioni libiche, indispensabile in un Paese dove la base della società è ancora quella tribale.

Come tutti gli accordi anche questo è il risultato di un compromesso e come tutti i compromessi anche questo ha bisogno di incentivi per resistere. Acquista quindi ancor più importanza la presa di posizione dall’Alto rappresentante UE Federica Mogherini che si è dichiarata “pronta ad offrire un sostegno politico e finanziario, pari a 100 milioni di euro, al nuovo governo”. Anche la dichiarazione congiunta di Italia, Francia, Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Spagna, i cui governi isoleranno quanti non rispetteranno l’accordo, costituisce un forte invito alla collaborazione tra due soggetti che non possono certo permettersi di alienarsi l’appoggio dell’Occidente.

La strada rimane indubbiamente in salita e dopo la costituzione del governo di unità nazionale servirà comunque una pesante campagna militare per pacificare l’intera Libia, ma ci sentiamo di condividere l’ottimismo di Leon: l’intesa di Skirat offre almeno una possibilità dove prima non ve ne era alcuna.
E chissà che questo accordo non possa davvero essere la prima pietra sulla quale costruire un futuro di pace e democrazia per la Libia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...