Car2Go, la piccola faglia che rivela le contraddizioni del capitalismo

Oggi il nucleo armato di LdS si è radunato per dichiarare guerra al braccio armato dello Stato borghese, i servizi di car sharing, nella fattispecie il sovraprezzo di 4,90 euro imposto da car2go a chi parcheggi auto in zone poco trafficate, principalmente in periferia, scatenando le giuste reazioni di osservatori e politici milanesi, pronti a richiamare l’intervento pubblico per far fronte a questa discriminazione di prezzi. Anticipiamo la facile replica: non si tratta di un problema secondario; le più grandi rivoluzioni della storia sono non di rado partite da un popolo affamato che, oltraggiato da una gabella insensata, trovava la forza di combattere.

Il 1453 vede la presa di Costantinopoli. La battaglia è strenua, e gli assediati si difendono con tutte le loro forze, concentrandosi sulla difesa delle mura e delle porte principali. Capitolano però quando i turchi si accorgono che una piccola e trascurata porta secondaria, la Kerkoporta, è stata inavvertitamente lasciata aperta. Una cinquantina di loro vi si intrufola e da il via al massacro della città. Così, dove le schiere di giannizzeri avevano fallito, poté un drappello capace di sfruttare un punto di debolezza per sfondare le linee nemiche.

Ecco, noi vorremmo che l’indegno caso del sovraprezzo di Car2Go fosse la nostra Kerkoporta: tramite questo piccolo aumento tariffario, il popolo può rendersi conto delle storture della società di mercato, dove filosofi in giacca e cravatta annebbiano le masse enunciando, come un’arcaica cantilena mistica, strane leggi di domanda e di offerta e di allineamento degli incentivi, che hanno di scientifico tanto quanto la teoria del flogisto o quella dell’impetus per spiegare il moto dei gravi.

Si tratta insomma, in linea con l’ispirazione marxista che da sempre contraddistingue questo blog, di mettere in luce le contraddizioni del capitalismo.

Ma non di pura disamina accademica vogliamo vivere: lo squarciamento del velo di Maya deve essere prodromo alla creazione di una società migliore e più giusta, dove lo Stato possa intervenire la dove il mercato porta a differenze tariffarie che limitano la fruizione universale dei beni e dei servizi: è con questo spirito che Liberali da Strapazzo propone un prima, provvisoria, lista di interventi che ci sembrano essenziali.

1)Istituzione di un fondo di perequazione per le tariffe bio-orarie. Tradendo il suo originario scopo di universalità di un bene essenziale quale l’elettricità, le grandi aziende hanno deciso di vessare i cittadini più poveri (che, vivendo in case malamente insonorizzate, non possono certo permettersi di far andare la lavatrice alle due di notte) con una tariffazione discriminatoria: compito dello Stato è redimere questo chiaro caso di fallimento del mercato proponendo tariffe altrettanto economiche alle 10 del mattino come alle 23.

2)Creazione di un ente deputato alla calmierazione dei prezzi degli appartamenti. Per quello che potremmo definire un bell’esempio di ironia della storia, è in questo caso il centro a subire le vessazioni che car2go infligge alle periferie. Seguendo qualche legge elaborata da un economista ottocentesco in seguito a una visita ad una drogheria d’oppio, i proprietari degli immobili sostengono che la maggior domanda di case in centro porta a un aumento del loro prezzo di mercato. Si capisce qui come il sistema operi in maniera olistica, complessiva: se sei povero non puoi andare in centro, perché il car sharing costa troppo; ma ti è anche impedito di trasferirti in centro perché a costare troppo sono gli affitti: i fautori delle politiche mercato, forse, avranno la sagacia di spiegarci in cosa questa situazione si differenzi dallo schiavismo, formalmente abolito con la rivoluzione francese.

3)Abolizione delle discriminazioni salariali: abolire le differenze tariffarie è inutile, se poi certe persone ricevono salari maggiori di altre: per ovviare a questo problema, gli avanzamenti carriera saranno costruiti con la tecnica elaborata dalla scuola marxista di Pittsburgh, il “metodo playstation”: per ogni avanzamento di carriera, da semplice commesso a CEO, corrisponde un aumento di punti esperienza, la possibilità di girare con un avatar personalizzato, il poter portare con se fino a cinque oggetti in inventario e, ai gradi dirigenziali più elevati, la possibilità di giocare a beach volley con Gon, l’amabile draghetto di Tekken.

gon

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