Combattiamo questa guerra, da Europei

Il buonismo sarà la rovina di questo Paese e di questo Continente, e con il buonismo ci abbatteranno il politically correct, l’ipocrisia e la paura di entrare a far parte della Storia. A chi non disturbano e fan male le foto dei bambini annegati trascinati sulle spiagge dalle correnti marine? Chi non si sente toccato nel profondo dalle decine di persone soffocate nei camion e nelle stive delle navi, o dei padri che cercano di far passare il filo spinato ai propri figli per fuggire dall’orrore? “L’orrore, l’orrore!” diceva Kurtz alla fine del viaggio del battello di J. Conrad, e l’orrore è quel che ci attende al di là della pozza mediterranea. Ma vi prego, abbandoniamo per un momento i lidi della facile commozione e dell’auto-accusa tipica degli Europei ancora sotto shock per gli orrori storici di cui ci siamo macchiati: le colpe dei padri dei nostri padri non sporcano le nostre mani, ed è ora di capire il nostro posto nel Mondo prima che i mutamenti in corso ci sommergano definitivamente. Continua a leggere “Combattiamo questa guerra, da Europei”

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Tsipras al bivio

Dopo otto mesi di governo Alexis Tsipras ha deciso di tornare al voto. L’approvazione dei piani di salvataggio voluti da BCE, UE ed FMI ha reso insanabile la frattura con l’ala estremista di Syriza, contraria ad ogni accordo. Conscio delle difficoltà dell’esecutivo il premier greco ha scelto di rivolgersi nuovamente alle urne. Quelle stesse urne che lo avevano consacrato grazie ad un programma populista che è però crollato davanti alla tragica realtà della situazione economica greca. Continua a leggere “Tsipras al bivio”

Il cappellaio greco e la lepre bisestile

In una piccola radura all’ombra di alberi secolari, Alice trovò una lunga tavola imbandita e due figure intente a festeggiare. “Scusate” disse Alice avvicinandosi “Mi sono persa e sto cercando…”. “Chi sei?” esclamò una delle due figure, e la ragazza scorse un uomo non troppo alto con un gran cappello in testa, abiti sgualciti e un largo sorriso sul volto. Ma la sua sorpresa non fu tanto la domanda repentina, ma vedere una lepre accanto al cappellaio, alta e ben vestita, con morbidi abiti di tweed e un monocolo appoggiato sul suo lungo naso.

“Io sono Alice” rispose la fanciulla accennando un inchino. “Bhe, sei in ritardo per il tè!” gridò la lepre saltando in piedi. Alice non se ne curò e domandò: “Ma voi chi siete?”. “Noi?” il cappellaio sorrise e disse: “Io sono il cappellaio greco, mia piccola amica, e lui è il mio compare, le lepre bisestile. È inglese, sai? Ma ti prego: unisciti a noi”.
“Cosa festeggiate?” Continua a leggere “Il cappellaio greco e la lepre bisestile”

Car2Go, la piccola faglia che rivela le contraddizioni del capitalismo

Oggi il nucleo armato di LdS si è radunato per dichiarare guerra al braccio armato dello Stato borghese, i servizi di car sharing, nella fattispecie il sovraprezzo di 4,90 euro imposto da car2go a chi parcheggi auto in zone poco trafficate, principalmente in periferia, scatenando le giuste reazioni di osservatori e politici milanesi, pronti a richiamare l’intervento pubblico per far fronte a questa discriminazione di prezzi. Anticipiamo la facile replica: non si tratta di un problema secondario; le più grandi rivoluzioni della storia sono non di rado partite da un popolo affamato che, oltraggiato da una gabella insensata, trovava la forza di combattere. Continua a leggere “Car2Go, la piccola faglia che rivela le contraddizioni del capitalismo”

Taccuino da Washington, ottava puntata: competizione a targhe alterne.

Quando i miei amici americani mi domandano se effettivamente Roma sia quel posto misterioso, a metà tra una metropoli del Terzo Mondo e Sin City, come è stata recentemente descritta dal New York Times, la mia risposta è sempre quella. Che francamente, con tutti i problemi e il malgoverno che la nostra Capitale può aver subito negli anni passati, tali critiche mi sembrano abbastanza ingenerose. Che comunque Roma non è (ancora) Caracas. E che, in ogni caso, a Milano, i servizi pubblici sono decisamente migliori. Continua a leggere “Taccuino da Washington, ottava puntata: competizione a targhe alterne.”

Storia dei talebani

Nel 1989 l’Unione Sovietica si ritirò dall’Afghanistan dopo 10 anni di occupazione, lasciando il Paese nella guerra civile tra mujaheddin anti-sovietici e la Repubblica Democratica dell’Afghanistan di ispirazione socialista. Una volta caduta quest’ultima l’intero territorio nazionale si ritrovò sconvolto dai conflitti fra i vari signori della guerra e da un continuo susseguirsi di furti, soprusi e  stupri. Le coltivazioni di agrumi e di cereali esportate prima in tutti gli stati vicini erano scomparse, distrutte dagli incessanti conflitti avevano lasciato il posto a deserti e campi di oppio, le poche industrie erano ridotte in macerie e nessuno aveva le capacità di estrarre le ricchissime risorse del sottosuolo.  Continua a leggere “Storia dei talebani”