A Vienna si fa la storia

Iran

Dopo circa 13 anni di trattative e di isolamento diplomatico internazionale, all’alba del 14 luglio 2015 è stato finalmente firmato a Vienna un accordo con l’Iran sul nucleare. Prima di descrivere in dettaglio i punti chiave dell’accordo, ritengo sia necessario fare una breve introduzione storica di come si è arrivati a questa situazione.

Tutto cominciò quando ancora l’Iran era chiamato Persia e vi regnava lo Shah Reza Pahlavi, negli anni ’50: quest’ultimo chiese, ed ottenne, da Francia, Germania e Stati Uniti le tecnologie necessarie per la costruzione dei primi impianti nucleari a scopo civile; tutto però cambiò con la rivoluzione iraniana e la conquista del potere da parte dell’Ayatollah Khomeini. Una volta salito Continua a leggere “A Vienna si fa la storia”

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Merkel, Tsipras, Nash.

Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro della banalità. Oggi su tutti, ma proprio tutti i quotidiani europei (e anche alcuni americani, il buon Krugman non se ne lascia sfuggire una), c’era almeno un editoriale che parlava della cattiveria teutonica. L’intesa non piace al Der Spiegel, non piace ai quotidiani della sinistra e della destra europea, non piace a molti commentatori italiani. Non piace neanche al Financial Time, sul quale Wolfgang Münchau si spinge a definire l’accordo come la Demolizione del Progetto Europeo, azzardando addirittura che la moneta unica abbia avuto un effetto negativo per la crescita italiana. Grillo non avrebbe saputo dirlo meglio. Continua a leggere “Merkel, Tsipras, Nash.”

The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)

Nel momento in cui scriviamo l’ipotesi di una uscita dalla Grecia sembra allontanarsi: con una mossa di cui tuttora fatichiamo a cogliere la visione strategica, Tsipras ha rifiutato un accordo che avrebbe portato l’economia in recessione, costringendo ad ulteriori tagli alla spesa pubblica e indetto un referendum; così facendo ha scatenato il panico che ha fatto tracollare turismo e domanda interna, portando il paese in recessione e costringendo così ad un accordo coi creditori che prevedesse ulteriori tagli alla spesa pubblica.

In ogni caso, i giochi non sono ancora conclusi e pare pertanto opportuno valutare cosa sarebbe succederebbe in caso di una Grexit Continua a leggere “The importance of being earnest (soprattutto se si mette le mani sulla banca centrale greca)”

Gli Stati Uniti d’Europa, adesso

Le recenti crisi che hanno colpito il vecchio continente hanno mostrato con evidenza il grande problema dell’UE: la mancanza di un’unione politica. Il progetto europeo, nato l’8 maggio 1950 (Dichiarazione Schuman) e proseguito con le varie Comunità, risulta infatti ancora incompiuto, fermo a metà strada e incapace di arrivare alla meta: una federazione europea. Eppure mai come ora appare chiaro quanto questa federazione sia necessaria per poter affrontare con successo le grandi sfide dei nostri giorni. Senza una vera guida politica non è possibile elaborare soluzioni di lungo periodo a questioni di grande rilevanza internazionale come quella greca, le tensioni in Ucraina o il fenomeno dell’immigrazione. Continua a leggere “Gli Stati Uniti d’Europa, adesso”

Tsipras e la democrazia a targhe alterne

Per chi di politica ci campa e di economia poco ne mastica, il NO al referendum greco segna un punto a favore. Dopo anni di supplizi quotidiani autoinferti per cercare di cavare qualcosa da pagine di grafici, tabelle e aliquote (salvo poi zompare a pié pari a pag. 8, ultimi croccanti retroscena da Montecitorio), finalmente torna la Retorica, per l’occasione officiata dai suoi massimi teorici, i greci. Così, complicati quesiti di politica economica vengono sottoposti al venditore di γύροϛ da un giorno all’altro, giusto per evitare che possa farsi un’idea. Tanto, si dirà, la pancia conosce ragioni sconosciute alla mente. Sarà.

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Taccuino da Washington, quarta puntata. Barack, sei sicuro?

Nei mesi scorsi grande risalto mediatico venne dato a un pre-accordo, firmato da Washington e Teheran riguardante l’annosa disputa sul nucleare iraniano.

L’evento venne definito storico, non si sa bene se per la portata dell’avvenimento o se per aver fatto sembrare, almeno per cinque minuti, che la Mogherini contasse davvero qualcosa in Europa.

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Cose che non vorremmo sapere.

“La Giustizia e’ come un treno che e’ quasi sempre in ritardo”.
Evgenij Evtušenko

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Si sente spesso dire, talvolta a ragion veduta e altre volte per puro piagnisteo all’italiana, che molti degli ingenti problemi che, da sempre, attanagliano la Grecia altro non sono che un’ inquietante e paradossale amplificazione di quelli nostrani. Giusto per fare qualche esempio sulla bocca di tutti: malaffare, corruzione, spesa pubblica stellare e altro ancora.
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Facciamo un bel respiro e riflettiamo

Lo ammetto: il duo ellenico Tsipras+Varoufakis ha mostrato all’Europa una certa furbizia politica e un’elevata dose di coraggio. Sulle conseguenze nel medio-lungo termine passiamo oltre per non rendere amara questa loro vittoria, ma plaudiamo alla destrezza. Dell’ex-Ministro Varoufakis soprattutto. “Ha vinto la democrazia”. Sì, certo. Facciamo tutti un bel respiro, calmiamoci un momento e riflettiamo. Continua a leggere “Facciamo un bel respiro e riflettiamo”