Taccuino da Washington, quinta puntata. Un giorno al Congresso

Ieri sono andato al Congresso a sentire un’audizione della commissione esteri della camera riguardante l’Iran. Pur essendo questa stata programmata da tempo, non poteva cadere in un giorno migliore: era infatti la mattina in cui Washington si era svegliata con Kerry che annunciava l’accordo con l’Iran. Una giornata storica, come ebbero a dire molti, se non tutti i giornali. Va detto che il sentimento generale non era proprio di puro entusiasmo, per usare un eufemismo. Per esempio, il presidente della commissione, Ed Royce (R-CA) ha esordito esprimendo tutta la sua perplessità riguardo a un trattato stipulato con un paese il cui leader partecipa a manifestazioni in cui si inneggia alla morte dell’America e di Israele. Il dibattito prevedeva l’interrogazione di alcuni esperti in materia di diplomazia e della regione medio orientale in generale. Ospite di eccezione era certamente Joe Liberman, senatore del New Jersey di lungo corso, ex presidente della commissione difesa nonché candidato come vice-presidente, in ticket con Al Gore, alle elezioni del 2000. Bene, l’ex senatore democratico, era forse il critico più duro dell’accordo. Secondo lui questo trattato è pessimo, permetterà all’Iran di non collaborare e in una decina di anni ottenere l’atomica. L’Europa sarà immediatamente in pericolo. L’unica strada percorribile è quella delle sanzioni; rigettare il trattato attuale non vuole dire volere la guerra ma semplicemente volersi impegnare per farne un altro. Di tutto altro avviso, era invece Nicholas Burns. Professore ad Harvard, Burns è l’ex ambasciatore USA in Grecia e alla Nato, nonché consigliere per la politica estera di Bush dal 2001 al 2003. Non proprio l’ultimo arrivato insomma. Secondo lui è vero che il deal è rischioso ma non ci sono alternative. Ogni scelta contiene un pay-off che può essere più o meno costoso, e, al momento, non avere un accordo è molto peggio di questo. Burns sosteneva che la crisi può essere risolta solo con la diplomazia, pur mantenendo la forza militare come possibile minaccia. “Possiamo bombardare le loro infrastrutture” ha concluso Burns “ma non la loro conoscenza”. A seguire è incominciato il dibattito vero e proprio, con alcuni membri del congresso che evidenziavano il rischio di come i soldi derivati dalla fine dell’embargo potranno essere usati, dal regime degli Ayatollah per finanziare gruppi terroristici nella regione come Hamas, Hezbollah, le milizie sciite in Yemen eccetera. Altro aspetto di cui non si è molto parlato nella stampa, sempre riguardante la fine delle sanzioni, è quello sul rafforzamento del regime esistente. È infatti possibile che l’attuale governo possa usare le risorse ottenute per condurre politiche clientelistiche che taglieranno l’erba sotto i piedi a qualsiasi tipo di opposizione moderata. Va anche sottolineato come il sodalizio Americano-Iraniano è riuscito a ricompattare tutti i partiti della frammentata scena politica israeliana, con dichiarazioni di preoccupazione da vari leader dei vari schieramenti. “Ricordiamoci che Rouhani è solo la faccia moderata di un altro regime – ha concluso Liebermanò – quello spietato di Khamenei e della guardia nazionale iraniana.” Insomma, mi sono fatto l’idea, che per quanto sia necessaria un’intesa, per risolvere l’annosa questione iraniana, questa intesa sia fatta male, sia pericolosa e totalmente inutile nel contenere le mire egemonistiche iraniane. Arrecherà più danni che benefici alla già turbolenta area del Medio Oriente come è stato sottolineato oggi, da un’editoriale sul Washington Post, dall’ambasciatore israeliano nella capitale. Per quanto riguarda il passaggio parlamentare, dopo quanto ho assistito, credo che le possibiltà che sia passato dal congresso, siano molto limitate. Questo tuttavia non impedisce all’amministrazione di porre un veto all’eventuale rifiuto, veto che, nel caso, potrà essere solamente bypassato con una maggioranza dei 2/3, molto più difficile da ottenere. Insomma, sembra che i giochi siano fatti. Non resta che augurarci che siano stati fatti bene, è che tutte le preoccupazioni di queste ore si rivelino infondate.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...