La Buona Scuola è fin troppo buona

Qualcuno si è letto la Buona Scuola? Neanche io: con la quantità di emendamenti presentati sarebbe pressoché impossibile avere un quadro completo. Prendiamo come riferimento le linee guida del Governo – voi mi direte che il diavolo sta nei dettagli, e avreste ragione, ma permettetemi solo qualche spunto.

Autonomia delle scuole e autonomia del dirigente scolastico. Sacrosanto. Si creano clientele? La singola scuola andrà male e le valutazioni negative non tarderanno ad arrivare – portando alla destituzione del preside corrente e alla sua sostituzione. Che poi, ehi, pssss, vi dirò un segreto: non è che accentrando le scelte su professori o risorse da distribuire non si creino clientele: si creano, in modo diverso, insieme alle inefficienze. Preferisco rischiare un po’, ma rendere l’utilizzo delle risorse più efficiente, trasparente e direttamente controllabile da genitori, studenti e professori.

Valutazione degli insegnanti e bonus. Sacrosanto: il merito va premiato. Punto. Se poi non credete al merito mi dispiace, ma là fuori, nel mondo reale, è moneta corrente. Non credete alle valutazioni dei professori? Allora neanche i professori dovrebbero poter dare valutazioni agli studenti perché non esisterebbe alcun metodo “oggettivo” (sarebbe uno scenario interessante: l’abolizione di ogni valutazione) – nota: non è che adesso un metodo oggettivo esista, ma meglio una scala di misurazione su cui discutere che il nulla assoluto.

Stage durante il periodo scolastico. Se da adolescente avessi avuto l’opportunità di fare uno stage estivo (anche solo di un mesetto) forse avrei avuto qualche possibilità in più per conoscere il mondo del lavoro e scegliere l’università con più consapevolezza. Forse no. Ma sarebbe stato bello avere almeno l’opportunità e la libertà di scelta.

Tre mesi di vacanza sono troppi: punto.

Vorrei più coraggio su: flessibilità in uscita per insegnanti non capaci; scatti di carriera e stipendio per i più meritevoli; voucher à la svedese per coprire le spese scolastiche dei ragazzini, sia che questi scelgano una scuola pubblica, sia che scelgano una privata (il voucher potrebbe essere un credito d’imposta per i genitori, perché no?); borse di studio per i più meritevoli, perché la scuola ritorni a essere il veicolo di mobilità sociale che era un tempo.

Insomma, Renzi non dovrebbe cedere di un millimetro sulla Buona Scuola, ma proseguire con coraggio per erodere e abbattere uno dei muri più conservatori del Paese.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...