Una narrazione ci salverà

Domani è un altro giorno.

Nelle cancellerie europee si trattiene il fiato aspettando i contraccolpi del disastroso negoziato greco, il mondo attende, in silenzio, non per capire se la Grecia dichiarerà o meno il default, neanche per vedere se Alexis Tsipras riuscirà a portare a casa uno straccio di aiuto dopo tanto scalpitio, no: il mondo attende per capire se l’Europa come entità politica e geopolitica avrà ancora rilevanza, sarà capace di darsi una politica comune e di stabilizzare una crescita debole e disomogenea. Continua a leggere “Una narrazione ci salverà”

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“Vecchia Europa” vs. “Nuova Europa” – Grecia, affittasi

Grecia Vendesi

È oramai questione di poche ore: alle 0.00 di domani la Grecia verrà considerata “in arretrato” nei pagamenti dal Fondo Monetario Internazionale poiché non può ripagare il prestito di 1,6 miliardi. Ma lascio l’analisi prettamente economica a chi se ne intende più di me: Continua a leggere ““Vecchia Europa” vs. “Nuova Europa” – Grecia, affittasi”

In difesa del committente: noterelle per un’estetica liberale

Scopo di queste noterella è di confutare la vecchia accusa secondo cui il circuito economico in cui i prodotti culturali di massa sono inseriti ne sviliscono l’intento artistico, piegando la tensione estetica alla logica del profitto. Vorrei dunque prendere le difese della figura del committente, e per far ciò ribalterò invece questo argomento, sostenendo che è la presenza di pressioni esterne, coercitive, a rendere possibile la produzione di prodotti esteticamente convincenti, e che senza di essa l’arte naufraga nell’intellettualismo. Continua a leggere “In difesa del committente: noterelle per un’estetica liberale”

Contro i “diritti acquisiti”

Premessa. Anche su questo blog si festeggia la decisione della Corte Suprema che rende di fatto legale in tutti gli Stati Uniti il matrimonio omosessuale. Questi non sono diritti acquisiti, ma diritti non negoziabili perché relativi alla persona nella sua individualità, alla libertà di scelta autonoma e al diritto/dovere di prendersi le proprie responsabilità in base alle proprie convinzioni.

Uso la premessa per distinguere i diritti tra individuali e acquisiti. I primi definiscono l’ambito di libertà della persona, sono inalienabili perché nessuna maggioranza dovrebbe avere il diritto di definire il modo “corretto” di vivere e pensare, se questo non incide e influenza negativamente il prossimo. Due uomini/due donne possono sposarsi? La vera domanda è: perché due uomini/due donne non potrebbero sposarsi? Lo Stato deve farsi da parte sulle preferenze dei singoli. E questo è un fatto.

I diritti acquisiti non sono inalienabili. Il diritto acquisito è una conquista politica di un gruppo di pressione/una lobby d’interesse che aumenta i benefici di una classe/gruppo a spese della comunità. Legittimo: chi vince tira la coperta dalla propria parte; se così non fosse non avremmo le elezioni, non ci sarebbe la democrazia e potremmo decidere tutto a tavolino sul come e perché dividerci la torta. Che spasso.

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Taccuino da Washington. Prima Puntata: Liberale è bello.

Quando fai notare come si vive bene negli USA, forse in parte anche per la loro natura liberale, che incentiva la concorrenza, abbassa la tassazione e migliora I servizi, la critica è sempre una: e se mi ammalo?

Detto tra noi, in quanto in coerenza con il resto del discorso, nella stra-grande maggioranza dei casi tale intervento è molto simile al classico “E allora i Marò?”. Tuttavia questa espressione, appannaggio esclusivo della destra più becera e nazionalista, non può essere usata anche dai compagni di sinistra, che devono quindi ripiegare su altro.

Bene, è successo che un presidente democratico, eletto con un sistema maggioritario, abbia provveduto a ovviare a tale problema. Come? Con l’Obama-Care, una riforma che obbliga i cittadini a stipulare una polizza sanitaria, con tanto di agevolazioni per i non abbienti. In una democrazia matura, in cui la destra fa la destra chiedendo meno tasse e non, o perlomeno non soltanto, meno diritti, c’è stata una lunga battaglia parlamentare (o meglio, congressuale), senza lumini, cagnare varie, gente che lasciava partiti ecc.Esaurita l’opzione parlamentare, il partito Repubblicano si è quindi rivolto alla Corte Suprema, sperando in qualche parvenza di incostituzionalità della riforma stessa.

È notizia di oggi che la corte ha stabilito, con una sentenza storica (seppure non la prima su questo tema) che di incostituzionale l’Obama-Care non ha proprio nulla, permettendo quindi, anche ai più bisognosi di accedere a cure mediche decenti. Insomma, grazie Obama per avere dimostrato, se mai si fosse sentito il bisogno che il capitalismo dal volto umano esiste (applauso) e che liberale è bello!

Contro i Professionisti dell’Analisi Politica

Non è vero che noi italiani siamo sessanta milioni di CT. O meglio, forse lo è. Tuttavia, la frenesia di urlare contro lo schermo nella vana speranza che Conte, sentendo i consigli che noi esperti tifosi, dalle Alpi alle Piramidi, gli lanciamo affinché sposti Balotelli sulla fascia destra, dura novanta minuti, ed è ogni quattro anni. E poi diciamocelo, tra una Heineken e un’altra (perché la Peroni, che sarebbe addirittura la birra ufficiale della nazionale è bevuta solo dagli attori nella pubblicità e alle grigliate domenicali al parco del Niguarda) è uno strazio che passa assai velocemente. Continua a leggere “Contro i Professionisti dell’Analisi Politica”

Scherzare col fuoco americano

È notizia fresca fresca di oggi: un velivolo russo appartenente alla Russian Maritime Patrol (unità di pattuglia marittima dell’aviazione russa) ha sfiorato il pontile di una nave americana in ambito NATO sul mar Baltico durante un’esercitazione assieme ad altre 3 navi. Seppur essa può sembrare una notizia di poca rilevanza, si tratta di un quasi-incidente che si inserisce nella più vasta cornice dei rapporti sempre più rigidi fra Stati Uniti e Federazione Russa dopo l’annessione (peraltro pienamente illegale secondo il diritto internazionale) russa della Crimea.
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La Severino e l’affaire De Luca: qualche riflessione sparsa

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Sulla questione De Luca s’e’ fatto un gran parlare e, come spesso accade in Italia, dal calderone insaziabile delle polemiche s’è ricavato un pugno di mosche e si è ancora ben lontani dal fare chiarezza. Per intere settimane di agonizzante campagna elettorale il caso De Luca ha fatto da padrone ,incontrastato, alle confuse cronache politiche del paese. A coronare, poi, l’intero pasticcio italico di malcelato pressappochismo e viscido opportunismo politico ci ha pensato quella “leggiadra” (notare la colta citazione deluchiana) politica di primo pelo, che di nome fa Rosy e di cognome Bindi, mi pare, facendo ciò che tutti sappiamo. Ora, non voglio entrare nel merito politico della questione, ne intendo spulciare le diverse e , forse semplicemente inconciliabili, posizioni delle varie fazioni del partito sulla presunta inopportunità “etica” e “morale” di candidare il De Luca.
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La strategia di Cameron dietro il referendum

Dopo le elezioni del 7 maggio scorso per rinnovare tutti i 650 collegi in cui è elettoralmente diviso, il Regno Unito ed i suoi elettori hanno dato un forte mandato a Cameron, rieleggendolo come “Prime Minister” per la seconda volta di fila, con un non indifferente 36,9% di voti.
Questa vittoria così netta, decisamente inaspettata, ha consentito al leader dei Conservatori di avere una forte maggioranza in Parlamento e di agitare lo spauracchio di un referendum da tenersi nel 2017 in tutto il Regno Unito sulla sua permanenza (o meno) nell’Unione Europea, a meno che non vi sia una rinegoziazione dei principali trattati alla base dell’Unione. Di tale referendum ha parlato anche Sua Maestà Elisabetta II nel tradizionale discorso che il monarca di turno tiene durante lo State opening of Parliament (apertura del Parlamento dopo le elezioni): “[…] Il mio governo rinegozierà la relazione del Regno Unito con l’Unione Europea e cercherà di riformare l’Unione stessa per il bene di tutti gli stati membri. Assieme a questo, sarà introdotta una legislazione per fornire un referendum dentro-fuori sulla membership dell’Unione Europea prima della fine del 2017[…]”.

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Fermi tutti: cos’è il #liberalismo?

Quando Alice si perse nel giardino al di là della piccola porta dalla quale era passato il Bianconiglio, si ritrovò alla presenza di uno strano essere, un bruco comodamente adagiato su di una foglia gigante a fumare con gusto un narghilè. I cerchi di fumo colorato si alzavano a ogni sbuffo, finché il Brucaliffo (così si chiamava quell’essere) si voltò verso la giovane Alice.

“Chi sei tu?” chiese marcando ogni parola.
“Mi chiamo Alice” rispose lei “E sono una giovane elettrice. Tu chi sei?”.
“Io?” esclamò il Brucaliffo ergendosi sulla sua foglia e sbuffando fumo dalle narici “Io sono un liberale!”.
“Non ho mai conosciuto un liberale…” mormorò Alice “È una persona cattiva?”
Il Brucaliffo rise e disse: “Una persona cattiva? No, no: un liberale è una persona che crede semplicemente che ogni tua azione sia espressione di libertà e responsabilità individuali”.
“Da dove vengo io” rispose Alice “nessuno parla di responsabilità individuale. Però mi hanno detto che i liberali e i neo-liberisti stanno distruggendo il Paese….”
Il Brucaliffo ingoiò il fumo e tossì violentemente diventando spaventosamente paonazzo. “Neo-liberisti? Cos’è questa parola?”.
“Ogni volta che succede qualcosa” spiegò Alice “mi dicono che la colpa è del neo-liberismo: la crisi, l’euro, le guerre, i migranti. A lezione mi hanno insegnato che vogliono distruggere la scuola e fare un sistema scolastico neo-liberista, ci sono persino università che insegnano il neo-liberismo. Pensa, Brucaliffo, che ora stanno votando un trattato per il commercio internazionale che distruggerà le nostre coltivazioni in un chiaro intento neo-liberista”. Continua a leggere “Fermi tutti: cos’è il #liberalismo?”