Che cosa sappiamo dopo le prime consultazioni?

Cosa sappiamo dopo la prima tornata di consultazioni? Nulla di più di quanto non fosse ampiamente preventivabile, se non con l’aggiunta che c’è ampio spazio per indignarsi.

Riassumendo, si è votato un mese fa, il Presidente della Repubblica ha atteso fino al 4 aprile perché i partiti salissero al Quirinale con le idee più chiare; e il risultato è che ci sarà bisogno di un altro giro di consultazioni, fra una settimana abbondante.

Ma non ci scomodiamo, tanto c’è tempo! Non ci sono decisioni di politica fiscale, strategie di politica industriale, azioni lungimiranti che vadano urgentemente intraprese per rimediare al declino economico, sociale e culturale in cui il Paese è da troppo tempo avvinto. Nulla di tutto ciò; possiamo permetterci il lusso di buttare ancora al vento dei giorni, forse settimane, più probabilmente mesi, preziosi.

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Di Maio, Salvini e il paradosso della responsabilità

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La realpolitik, intendiamoci, non è una parolaccia. Winston Churchill, magnificato da una recente interpretazione da Oscar, avrebbe fatto accordi pure con il diavolo (“If Hitler invaded hell I would make at least a favourable reference to the devil in the House of Commons”) – e infatti li fece, salvando l’Europa; Henry Kissinger, ex Segretario di Stato americano, giocò a ping-pong con la Cina di Mao, quella dei libretti rossi e della Rivoluzione Culturale, e se oggi la Cina è la seconda potenza economica al mondo forse a qualcosa è servito. Venendo a noi: Palmiro Togliatti, grande ammiratore di Stalin, garantì l’amnistia ai fascisti, evitando una sanguinosa Guerra Civile modello spagnolo.

Ma qui ben altra è la solfa. Non è più tempo – per fortuna – di scelte tragiche, al massimo ci concediamo quelle tragicomiche. Continua a leggere “Di Maio, Salvini e il paradosso della responsabilità”

Welcome to Weimar

Lo scrutinio dei risultati di queste elezioni politiche è ancora in corso, ma dai primi risultati e dalle proiezioni emerge già un quadro piuttosto netto, ovvero l’assenza di una forza politica maggioritaria. Nonostante la netta virata a destra del Paese – con il centrodestra che ottiene un importante risultato di coalizione e la Lega che batte Forza Italia – ed il Movimento 5 Stelle che aumenta il proprio seguito fino a superare il 30%, al momento nessuno ha inumeri per poter sperare di governare da solo ed il compito che si prospetta per Mattarella sarà oltremodo gravoso. Individuare infatti una figura cui affidare l’incarico di guidare il prossimo esecutivo vorrebbe dire riuscire a trovare la quadratura del cerchio di una situazione davvero complessa. Da questi dati si possono però già trarre alcuni importanti spunti di riflessione.

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Una critica alle proposte economiche del centro-destra

Silvio Berlusconi ha certamente il suo charme. Non si spiegherebbe altrimenti il fatto che per la terza volta sembrasse destinato all’irrilevanza politica, e per la terza volta risorge proponendo le stesse idee nella stessa maniera di sempre.

Questo charme risiede forse nella spontanea ammirazione generata dal concetto di “uomo che si è fatto da solo”, forse nel suo essere la rappresentazione di ciò che qualunque imprenditore ambisce di diventare. Non a caso, laddove il senso di dedizione al lavoro e l’ambizione di migliorarsi hanno fatto fiorire una società imperniata sulla media borghesia, lì egli ha sempre trovato il maggior supporto. Continua a leggere “Una critica alle proposte economiche del centro-destra”

Il paradosso del proporzionale e le promesse un tanto al voto

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È da quando sono nato che sento definire la campagna elettorale di turno come “la più brutta mai vista”. Ma, fuor di cliché, viene da pensare che stavolta il record sia stato infranto senza tema di smentita. Un’istantanea vale più di mille parole: Marzo 2006, l’immarcescibile Vespa ospita il premier Berlusconi e lo sfidante Romano Prodi per un duello tv all’americana (ah, quando si facevano). B. è in affanno, infiacchito da 5 anni di Governo e svariate leggi ad personam che lo hanno condotto a un distacco a doppia cifra nei sondaggi. Il dibattito va a fasi alterne, ci si gioca tutto nell’appello finale. Prodi ciancica di equità e felicità, insomma fa cilecca. È il turno di B. Prima ammette ruffianamente di non aver fatto granché, ma “l’Italia è un’azienda difficile”. Poi il coup de théâtre: siorri e siorre, ABOLIREMO L’ICI!! Il resto è storia: B. effettua una prodigiosa rimonta che gli consentirà di perdere di misura e di preparare una pronta rivincita di lì a due anni.

Oggi quell’annuncio roboante, che in un certo senso ha cambiato le sorti della Seconda Repubblica, sortirebbe l’effetto di un miagolio in uno zoo. Continua a leggere “Il paradosso del proporzionale e le promesse un tanto al voto”

Il fardello storico

Si dice spesso che l’Italia non abbia mai voluto fare i conti col proprio passato. Non sempre si pone l’accento su quanto ciò possa essere costoso.

In breve, nel 1943, a guerra perduta, diventiamo cobelligeranti degli ex-nemici, riuscendo ad ottenere un trattamento più generoso di quello riservato alle altre due potenze dell’Asse nei trattati di pace. Ma questo ha avuto un prezzo, un fardello storico che tuttora ci portiamo dietro: il diniego a priori, la repulsione acritica, finanche la mistificazione di quello che c’è stato prima, in toto. Continua a leggere “Il fardello storico”

Tre grafici vi spiegano il ritorno del fascismo in Italia

Nell’ultimo Economic Bulletin la BCE, nel parlare di mercato del lavoro, affronta anche il tema dei migranti. Lo fa con affermazioni piuttosto nette e molto utili per animare il dibattito pubblico pre-elettorale. A pagina 56 si legge che: “una parte importante dell’immigrazione, nell’area dell’euro, è finalizzata alla ricerca d’occupazione. I tassi di partecipazione e occupazione degli immigrati sono relativamente alti, ma tendono a rimanere più bassi rispetto ai nativi. Mentre chi proviene dai paesi dell’UE ha tassi di occupazione simili o superiori a quelli dei paesi ospiti, chi proviene da paesi extra UE ha tassi di occupazione più bassi”. Sebbene i rifugiati riempiano le cronache per i problemi di accoglienza, sono solo una parte minoritaria di chi raggiunge l’Europa, come pure sostiene questo articolo sul blog del FMI. Nelle potenze economiche europee i migranti fanno più fatica a trovare lavoro per “[…] la mancanza di competenze ed esperienze specifiche del paese, nonché per il tempo richiesto per il riconoscimento delle qualifiche”. E qui c’è il primo grafico.

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Paese per giovani?

Nonostante che la campagna elettorale sia monopolizzata da altri temi, il problema della disoccupazione giovanile è ancora impellente, assestandosi attorno al 33% secondo le ultime rilevazioni. Parto quindi dalle condizioni discriminatorie del mercato del lavoro per cercare di dare uno spaccato della portata della gerontocrazia in Italia.

In sostanza, il welfare-state nostrano prevede uno strumento di tutela in caso di crisi aziendale, e uno strumento di tutela per chiunque termini un’esperienza lavorativa trovandosi, anche temporaneamente, disoccupato. Continua a leggere “Paese per giovani?”

Racconti persiani: l’Iran dopo Khamenei

Ali Khamenei sta morendo.
Le informazioni sulla sua salute sono trattate con la massima riservatezza, ma ormai in Iran pochi si fanno illusioni: la Guida Suprema si sta lentamente avviando verso la tomba. La Repubblica Islamica in sordina si prepara a dare l’addio al successore del fondatore Khomeini, figura ormai mitologica nel pantheon iraniano. Difficile che l’ayatollah Khamenei godrà della stessa mistica considerazione, ma il suo impatto sulla politica iraniana è stato indubbiamente enorme. Ha rafforzato di molto il ruolo della sua figura politica, ha creato un’imponente serie di reti tramite le quali indirizzare molte decisioni politiche prima che gli venissero sottoposte e soprattutto ha creato uno stato nello stato dalle milizie rivoluzionarie. Il corpo dei Pasdaran è stato infatti il grande beneficiario delle riforme di Khamenei, arrivando, grazie alle privatizzazioni del suo mandato, ad ottnere un immenso potere economico con il quale sostenere la propria forza militare.

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